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LE COSE CHE NON HO DETTO – Azar Nafisi

by leggerelibri on febbraio 28th, 2011

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AZAR NAFISI - LE COSE CHE NON HO DETTO

Ho inserito la foto della scrittrice e non la copertina del libro. E’ importante vedere la scrittrice, è una donna moderna, nata in Iran nel 1955,  ha vissuto in Iran fino al 1997 quando se ne torna definitivamente negli USA insieme a marito e figli. Ma non ha conosciuto solo l’Iran, ha avuto la possibilità di aprire la sua mente, ha avuto la possibilità di scegliere. Giovanissima a 13 anni viene mandata in Inghilterra per studiare e completa gli studi universitari negli Stati Uniti. Torna in Iran nel 1979 dove insegnerà per 18 anni. Trascorrerà altri 6 anni fuori Iran dal 1981 al 1987. Infatti nata e cresciuta con la monarchia dello Scià (Reza Palavi) vive nel 1979 la transizione del paese da una monarchia assoluta con Reza Palavi  alla presa del potere da parte dell’ ayatollah Ruhollah Khomeini, capo indiscusso della “Republica Islamica” e unico capo politico-religioso ancora più feroce di quello precedente. Nel 1981 viene considerata indesiderata (si rifiuta di indossare il velo ) e lascia il paese. Avanti e indietro dall’Iran. In effetti ha cercato inutilmente di cambiare le coscienze delle donne ma senza successo. Impossibile in Iran dissentire con Komehini al potere. Soprattutto impossibile sopravvivere dissentendo. Negli USA scrive il suo libro più celebre “Leggere Lolita a Teheran” che è un bestseller e che la fa considerare una delle scrittrici iraniane più promettenti.

Il libro “Le cose che non ho detto” viene scritto dopo la morte dei suoi genitori. E’ un libro di memorie private, racconta la sua infanzia, la sua adolescenza, racconta di una madre ingombrante, dittatore in famiglia che “soffoca” il marito, il quale prontamente cerca altrove (varie amanti) una libertà mentale e spirituale che in famiglia non riesce a trovare . La madre invece rimane sempre al suo posto apparentemente salda.

Ovviamente è un ritratto affettuoso ma terribile della madre e un ritratto magnifico del padre.  Un padre idealista che finisce in galera (cella comoda e con molti privilegi però) e una madre che diventa prima donna eletta al parlamento iraniano. Un rapporto idialliaco con il padre e conflittuale con la madre, Nafisi parla di “rapporto doloroso” con la madre.

La madre ne esce pestata. Il padre come una vittima.

La madre l’ha aiutata ad emanciparsi, da vera despota quale era le ha permesso di scegliere se fare la rivoluzionaria a casa o nell’agiatezza all’estero. Nel libro ha definito la famiglia il più perfetto sistema totalitario in assoluto!

Lei, una rivoluzianiara iraniana in America! Che dire allora delle iraniane che continuano la loro piccola guerra quotidiana a casa?

Direi che il suo scopo di riappacificarsi con i genitori soprattutto con la madre non è riuscito!


SFAMIGLIA – Paolo Crepet

by leggerelibri on febbraio 28th, 2011

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PAOLO CREPET

SFAMIGLIA (2009)

vademecum per un genitore che non si vuole rassegnare

Paolo Crepet è psichiatra e sociologo che da sempre si occupa di giovani, disagio adolescenziale e postadolescenziale nonchè delle loro famiglie. In realtà direi di tutte le famiglie (allargate e non). In realtà finiscono nel suo studio famiglie con figli problematici e famiglie che hanno problemi e che cercano un aiuto. Esistono poi le famiglie che hanno problemi ma non li ritengono o non sono così “pesanti” da ritenere di dovere andare da uno psicologo. Ma i problemi con i figli li hanno tutte le famiglie che se ne rendano conto o no. Si sono sempre avuti. Il divario generazionale c’è sempre stato, la ribellione c’è sempre stata. Ma un tempo alcuni valori erano considerati acquisiti. Direi che alcune regole erano date per scontate. Quindi ribellione si ma con dei limiti ben precisi che mai si potevano superare.

Adesso ci troviamo di fronte ad una società che volenti o nolenti non ha più regole acquisite. Si mette tutto in discussione direi che sono saltate completamente,  scardinate tutte le “regole” che si davano per acquisite, per “infrangibili”.

E’ cambiato il livello di tolleranza. Si dice “il mondo è cambiato”. Non è vero. Il sole sorge sempre al mattino, arriva sempre la luna come sempre è avvenuto. Siamo cambiati noi, siamo più tolleranti, troppo tolleranti. Siamo meno capaci di resistere alla ribellione dei nostri figli. Non esiste più il divario netto tra “buono” e “cattivo”, tra il “bene” e il “male”. O meglio esiste ma non sempre riusciamo  a trasmetterlo ai nostri figli. Almeno così pare.

Secondo Crepet abbiamo meno tempo e meno voglia di dedicarci ai figli. Ci siamo arresi o ci stiamo “arrendendo” a questa “involuzione”.

Sfamiglia parla delle “sfamiglie” di oggi, non le famiglie allargate non è una critica ai divorziati o separati come potrebbe sembrare, ma alle famiglie che passano insieme a parlare e a confrontarsi meno di 1 ora al giorno, dove al telecomando, a facebook e all’ipod viene “delegata” l’educazione, le famiglie dove i genitori si sono “arresi” o stanno per arrendersi o sono sul confine della “resa”, le famiglie che accontentano i figli sempre e che non sanno dire “NO” per compensare il poco tempo a disposizione, per paura di sentirsi rifiutati o per senso di colpa (sensazione questa che credo ogni giorno tutti sentiamo, dire No è davvero difficile e ancora più difficile è mantenere il NO)!

In realtà il libro affronta molti problemi in forma di vademecum, in ordine alfabetico. Affronta problemi come il “bullismo” fisico e psicologico, l’alcool (una recente statistica parla di abbassamento dell’età del “primo cocktail” a 10 anni. Mi chiedo come sia possibile che un bimbo di 10/11 anni abbia la possibilità di bere alcolici, dovrebbe stare a casa controllato dai genitori), il 7 in condotta a scuola e molto altro.

Dirai : non è il mio caso! Ti consiglio comunque di leggere il libro perchè sicuramente troverai anche il tuo caso. Non ne hai bisogno? Potrai risponderti che sei davvero brava/o, un eccellente educatore. Sono però certa che ritroverai te stesso/a nel libro in più occasioni e comunque ti avrà aiutato a fare più chiarezza o a capire che in fondo le tue difficoltà sono le difficoltà di molti. O forse semplicemente potrai comprendere le difficoltà che altri hanno trovato. Comprendere per risolvere o per aiutare.

Paolo Crepet dal 2004 è direttore scientifico della “Scuola per Genitori“.

Ti consiglio di visitare il suo sito PAOLO CREPET dove troverai la sua vita, le sue esperienze , la sua attività, e lettere dei suoi lettori in positivo e in negativo.

CHE LA FESTA COMINCI – Niccolò Ammaniti

by leggerelibri on febbraio 28th, 2011

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CHE LA FESTA COMINCI (2009)

Premesso che questo è il primo e unico libro di Ammaniti letto da me probabilmente tale rimarrà. Non posso dire sia stata una lettura spiacevole e nemmeno faticosa. Il libro scorre, è di semplice lettura. Grandi temi , grandi tematiche appena accennate direi solo suggerite, mai sviluppate. E’ come una potenziale analisi dei nostri tempi dominati da vacuità, arrivismo, superficialità, pseudocultura. Potenziale perchè racconta che esiste senza approfondire.

Il romanzo si può considerare diviso in 4 parti. Tre personaggi principali che poi si uniscono si incontrano e si confrontano in una festa finale. Ambientato a Roma.

Trovi Saverio Moneta con un matrimonio da “separati in casa” con una moglie che lo disprezza e un impiego presso la Ditta del suocero dove viene appena tollerato. Saverio cerca realizzazione personale in  una sorta di “setta satanica” di cui è il capo. Venendo messa in discussione la validità di questa setta e quindi del capo (se stesso) dagli adepti, cerca di ideare a tutti i costi un gesto eclatante e come scenario sceglie una mega festa che verrà inscenata a Villa Ada. Ne esce però fuori una banda sgangherata  molto simile alla banda del film “I soliti ignoti” di Mario Monicelli senza però averne la verve intelligente.

La festa viene organizzata da un parvenu, il solito arrampicatore sociale, tipico palazzinaro intrallazzatore Sasà Chiatti, che vuole ostentare il suo “visto che ci sono riuscito”? Una specie di “Calogero Sedara” (“Gattopardo”) dei nostri giorni quindi, senza averne però l’eleganza descrittiva. Una festa dove vengono invitati tutti i personaggi più noti o importanti : politici, divi, calciatori e una serie di starlette o aspiranti tali in una specie di “bunga bunga” berlusconiano.

Fra gli invitati il terzo personaggio di spicco lo scrittore “radical chic” Fabrizio Ciba che mal sopporta da bravo intellettuale questo tipo di avvenimenti e di “fauna umana” ma suo malgrado non potrà tirarsi indietro perchè pur avendo già ben guadagnato deve tenere “a galla” il suo personaggio essendo in crisi con la Casa Editrice e avendo momentaneamente perso la creatività.

I personaggi si incontrano e si mescolano in questa festa fantasiosa, esagerata con zoosafari organizzato male, salta tutto, finisce in mezza tragedia, gli umani si trovano in balia degli animali e di loro stessi, ne esce fuori la loro incapacità tragicomica (così vorrebbe essere).

Credo di avere letto di Ammaniti il libro sbagliato! Fino a fine libro ho aspettato il risvolto interessante. Invano!