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LA PSICHIATRA – Wulf Dorn – Trigger (=Grilletto alla lettera, in questo caso Trauma)

by leggerelibri on febbraio 20th, 2012

filed under WULF DORN

LA PSICHIATRA

il primo libro di Wulf Dorn

TRIGGER = GRILLETTO (traduzione letterale)

in psicologia sta per “Trauma”

Da Wulf Dorn, psichiatra nella vita reale, uno psico thriller da incubo. Come già accennato nella mia precedente recensione di un altro suo thriller, “Il Superstite” (in realtà secondo libro scritto da Wulf Dorn),  la sua paura fobica del buio trae origine da sue esperienze infantili ed è Leitmotiv anche in questo capolavoro.  Fobia angosciante raccontata con leggerezza (si fa per dire) direi più come da spettatore e con un certo distacco ne “Il superstite”, in questo libro diventa infernale, trascina il lettore che inspiegabilmente e inevitabilmente diventa da spettatore quasi protagonista. Talmente bravo nello scrivere da trascinarti nella trama, da farti provare la stessa ansia, angoscia, terrore, da provare le stesse emozioni della protagonista, la psichiatra Ellen Roth. A tratti la tensione si alleggerisce e regala respiro quando la stessa protagonista si rilassa per poi catapultarti inevitabilmente nei suoi incubi peggiori.

Una trama che non va svelata, fino al finale che sarà sorprendente e terribile. Finale intuibile leggendo con attenzione ma l’intuizione è talmente delirante e insopportabile da venire rimossa dal lettore.

Quarta di copertina azzeccatissima: “Ci sono posti nella mente umana che nessuno dovrebbe visitare. “La Psichiatra” ci porta nel lato oscuro” (Donato Carrisi)

A volte è proprio così, la mente umana trova salvezza rimuovendo fatti e paure, esperienze negative o ossessioni. Le nasconde nei meandri della mente. Spesso è meglio non smuovere o non cercare di farle venire a galla. Nella speranza che nulla accada che le riporti a galla. Per fortuna in genere è così

Libro da non perdere assolutamente!

IL SUPERSTITE – Wulf Dorn – Kalte Stille (=Freddo Silenzio)

by leggerelibri on ottobre 11th, 2011

filed under WULF DORN

IL SUPERSTITE 

Wulf Dorn 

Kalte Stille = Freddo Silenzio

 

Wulf Dorn ha lavorato come psichiatra presso una clinica, questa esperienza unita al ricordo della vera paura provata da bambino ne hanno fatto uno scrittore di horror e in seguito di thriller sull’ossessione, il silenzio della rimozione, apatia, ricerca spasmodica di un nuovo senso di realtà per ricominciare a vivere.

Pare che da bambino abbia conosciuto la paura del buio perchè costretto a dovere percorrere un ballatoio sempre al buio per motivi di economia dell’elettricità. Nel suo precedente romanzo “La psichiatra” (genere psicothriller) già ne accenna, libro che non ho letto ma che certo leggerò. In un’intervista spiega: “Quando ho raccontato la storia della cantina volevo mostrare che già da bambino vivevo numerose paure, avevo già avuto modo di sperimentare la paura. Probabilmente queste paure sono state il motore che mi hanno portato a trattarne il tema”.

In questo libro racconta di un ragazzino di 12 anni che in una delle fughe notturne per inseguire fantasmi e occultismo vede scomparire nel nulla il fratellino più piccolo che incuriosito lo aveva seguito. Esperienza che per puro caso segue ad un’altra esperienza traumatizzante di qualche sera prima con la morte in un lago ghiacciato di una ragazza fuggita da una vicina clinica psichiatrica. Morti e sparizioni misteriose a cui assiste impotente. Seguirà la morte del padre che non tornerà da un appuntamento con un mistero e il suicidio della madre incapace di reagire e che lascerà a questo ragazzino un’eredità terribile:  il senso di colpa.

Jan, il protagonista dodicenne, torna nel suo paese natale dopo 23 anni come medico psichiatra fallito (ha perso il lavoro proprio a causa delle sue ossessioni), alla ricerca di sè stesso e per cercare di riempire questo agghiacciante silenzio che lo ha tormentato. Vuole trovare un perché, vuole conoscere di più, vuole affrontare le sue paure per ricominciare a vivere. Altre morti lo tormenteranno, apparentemente psichiatriche dovute a malattie mentali, una serie di personaggi gli ruotano attorno per regalare un finale sensazionale e a sorpresa.
Il thriller è sicuramente avvincente e intrigante, si legge velocemente ma serenamente. Nella terza parte diventa più intrigante e prende il sopravvento la curiosità del finale. Personaggi insospettabili o sospettabili fino alla fine rimangono tali e tutto viene ribaltato nelle ultime pagine. Non c’è un lieto fine, direi che non esiste finale a parte la soluzione del giallo.

Piccola nota: da noi difficilmente può accadere che uno psichiatra arrivi a questo punto, dopo laurea in medicina e corso di specializzazione in psichiatria non possono praticare prima di altri 4 anni di terapia personale. Quindi è difficile che particolari tematiche a rischio vengano portate, trascinate fino alla pratica della psichiatria.